Una conversazione sugli aspetti che contano della fede cristiana da una prospettiva teologica riformata.

31 ottobre 1517. Secondo il racconto tradizionale, un monaco agostiniano di nome Martin Lutero affigge alla porta della chiesa del castello di Wittenberg un documento contenente novantacinque proposizioni da discutere.

È una delle scene più celebri della storia della Chiesa: Lutero, martello in mano, sfida Roma e dà inizio alla Riforma protestante.

Ma la realtà è più interessante della leggenda. Il Lutero del 1517 non era ancora il grande Riformatore che conosciamo. Non voleva fondare una nuova Chiesa. Non aveva deciso di rompere con Roma. E nelle Novantacinque Tesi non troviamo ancora una formulazione matura delle grandi dottrine che in seguito avrebbero caratterizzato la Riforma.

Lutero voleva affrontare soprattutto un problema concreto: la predicazione delle indulgenze e il vero significato del ravvedimento cristiano.

Che cosa erano le indulgenze? Perché la loro vendita provocò una reazione così forte in Lutero? Che cosa intendeva quando scrisse nella prima delle sue tesi che Cristo volle che «tutta la vita dei credenti fosse un continuo ravvedimento»?

E soprattutto: come poté una disputa accademica sulle indulgenze trasformarsi nella scintilla di una delle più grandi rivoluzioni religiose e culturali della storia europea?

In questo episodio di Ad Fontes torniamo a Wittenberg nel 1517 per riflettere sulle Novantacinque Tesi nel loro contesto storico e scoprire che cosa Lutero stava realmente contestando.

Episodio 78:
Le 95 Tesi: la scintilla della Riforma




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