Grazia per i genitori di figli prodighi

Come padre di un figlio adulto che si è allontanato dal Signore, ho spesso bisogno di ricordare a me stesso il Vangelo in cui credo e la fede che confesso.

1. Le promesse del patto di Dio sono l’unica speranza che abbiamo per i nostri figli del patto.

Il Vangelo è per noi e per i nostri figli. Il Signore, che è fedele al suo patto, ha promesso di essere Dio per noi e per i nostri figli. Questo è ciò che dice la Scrittura. Egli ha dato suo Figlio per tutti i nostri peccati. Gesù soltanto ha vissuto, al posto nostro, una vita di perfetta ubbidienza a tutta la legge di Dio. Soltanto la sua giustizia ci garantisce l’accesso alla vita eterna. Dio soltanto salva i peccatori. Dio soltanto salva i nostri figli del patto.

2. I genitori cristiani e i loro figli del patto sono sotto il patto di grazia, non sotto il patto delle opere. Se tuo figlio si allontana da Cristo, non è perché noi genitori del patto non abbiamo «fatto tutto nel modo giusto», attirando così su di noi le maledizioni del patto!

È facile dirlo, ma difficile crederlo, soprattutto quando il cuore si spezza per un figlio che si è allontanato. La nostra carne è naturalmente portata a ragionare secondo il patto delle opere, anche se in Adamo quel patto è stato infranto. E questo nonostante l’ultimo Adamo lo abbia adempiuto per noi e noi siamo ora sotto il patto di grazia.

Il patto delle opere dice: «Fa’ questo e sarai benedetto da Dio; non farlo e sarai sotto la sua maledizione». Così il nostro “vecchio Adamo” rialza la testa e vuole attribuirsi il merito quando i nostri figli camminano con il Signore, oppure cade nella disperazione riguardo alla grazia di Dio quando non lo fanno.

Ogni genitore del patto si sente un fallimento perché, in realtà, tutti noi abbiamo fallito. C’è un solo Padre perfetto. Egli è perfettamente saggio, buono e giusto. Disciplina i suoi figli con amorevole compassione e per il nostro bene. Egli ha dato suo Figlio persino per i nostri peccaminosi fallimenti come genitori cristiani. Ciò che abbiamo fatto di sbagliato, o ciò che avremmo dovuto fare e non abbiamo fatto, non annulla la nostra condizione di figli di Dio giustificati.

Se pensi che sia la tua fedeltà come genitore a salvare i tuoi figli, stai ancora ragionando secondo il patto delle opere. Se pensi che siano stati i tuoi fallimenti come genitore a far sì che i tuoi figli si allontanassero da Cristo, hai dimenticato il patto di grazia.

Dio opera attraverso i mezzi della grazia. Ma mentre facciamo uso di questi mezzi confidando per fede nelle sue promesse, lasciamo che Dio sia Dio. Affidiamo i nostri figli alla sua sapiente provvidenza e alle sue abbondanti misericordie.

3. Dio è sovrano e il peccato è reale. Sento talvolta buoni credenti riformati lasciare intendere che la giusta apologetica, una catechesi sufficientemente approfondita o un regolare culto familiare possano in qualche modo rendere i nostri figli del patto immuni dall’apostasia.

Dio, nella sua sovranità, salva i peccatori, ordinariamente attraverso i mezzi della grazia. Perciò predichiamo il Vangelo ai perduti, confidando che Dio, mediante il suo Spirito, attiri i suoi eletti a suo Figlio. Battezziamo i nostri figli del patto come segno e suggello del patto di grazia, insegnando loro che, mediante la fede in Gesù, egli laverà via i loro peccati e li rinnoverà mediante il suo Spirito.

Li portiamo al culto pubblico e pratichiamo il culto familiare. Insegniamo loro il catechismo, preghiamo con loro e per loro e invochiamo in loro favore le promesse del patto di Dio. Facciamo uso della legge e del Vangelo quando li correggiamo e li istruiamo. Ricordiamo che lo scopo della disciplina non è semplicemente modificare il comportamento, ma condurre al ravvedimento, al perdono dei peccati e alla crescita nella grazia.

Crediamo alla dottrina biblica del peccato originale e sappiamo che i nostri figli non ne sono esenti. Poi, però, sentiamo quelle statistiche inquietanti sui ragazzi cresciuti in famiglie cristiane che abbandonano la fede una volta usciti di casa. Non vogliamo che questo accada.

Sentiamo allora voci ben intenzionate nel mondo riformato dirci che, se non vogliamo che i nostri figli apostatino, dobbiamo assicurarci che sappiano «che cosa credono e perché lo credono». Così intensifichiamo l’uso dei mezzi: rendiamo più rigorosa la catechesi, mandiamo i nostri figli a corsi sulla visione cristiana del mondo, aumentiamo il tempo dedicato alle devozioni familiari e facciamo loro memorizzare ancora più passi della Scrittura. Leggiamo tutti gli ultimi libri su come crescere un figlio che sia, per così dire, «a prova di apostasia».

E dimentichiamo le sue promesse.

Cominciamo a riporre una fiducia quasi superstiziosa nei mezzi. Dopotutto, continuiamo a sentire questa promessa implicita: se facciamo tutto nel modo giusto, se facciamo abbastanza, allora i nostri figli non abbandoneranno la fede.

E così il patto delle opere rientra dalla porta di servizio.

Dio non è forse sovrano? Il peccato non è forse reale? La Bibbia non parla forse con onestà della realtà dei figli che si allontanano? E la grazia di Dio in Cristo non è forse ancora sufficiente per salvarli?

Sì. La risposta a tutte queste domande è sì.

4. Cristo è morto per salvare i figli prodighi dal paese lontano. Egli è l’unica speranza che abbiamo per loro. Continuiamo dunque a pregare per i nostri figli prodighi, ad amarli e a indicare loro Cristo.

Ecco la buona notizia riguardo ai prodighi che tornano a casa: Dio concede loro il ravvedimento e il perdono e li accoglie. Gesù è morto per loro. Soltanto lo Spirito può aprire i loro occhi affinché vedano l’assurdità della loro ribellione contro la bontà di Dio Padre.

Ed egli insegna anche a noi a ravvederci dei nostri atteggiamenti da fratello maggiore: «Io ho fatto ciò che era giusto; dunque Dio mi deve qualcosa».

Gesù salva persino peccatori farisaici come noi: genitori che sono inclini a tornare a ragionare secondo il patto delle opere.

Credendo invece al Vangelo, possiamo dire ai nostri figli prodighi:

  • Vi amiamo.

  • La nostra casa e i nostri cuori saranno sempre aperti per voi.

  • Ci dispiace per i modi in cui abbiamo mancato nei vostri confronti come genitori cristiani.

  • La nostra unica speranza, per voi e per noi, è la vita, la morte e la risurrezione di Gesù.

Cristo è morto per i miei fallimenti come genitore cristiano, che sono più numerosi di quanto io stesso riesca a comprendere. Egli è la mia unica speranza come padre di un figlio prodigo.

Io non posso salvare me stesso. E non posso salvare i miei figli del patto.

Se la giustizia si ottenesse mediante la legge, allora Cristo sarebbe morto inutilmente. La salvezza è per sola grazia, mediante la sola fede, in Cristo soltanto, alla gloria di Dio soltanto.

Questo è ciò che crediamo e confessiamo.

Dio conceda a tutti noi — a noi genitori e ai nostri figli prodighi — la grazia di credere che il Vangelo è ancora la potenza di Dio per salvare loro e noi.

Tony Phelps

Il Rev. Tony Phelps svolge il ministero evangelico da 23 anni nell'ambito della Presbyterian Church in America, delle United Reformed Churches e della Orthodox Presbyterian Church; attualmente è pastore della chiesa Christ Our Hope Presbyterian Church (PCA) nel Rhode Island. Lui e sua moglie Donna sono sposati da quasi 35 anni e hanno tre figli ormai adulti.

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