Ep.80: Lutero, la legge e il vangelo
Qual è la differenza tra la Legge e il Vangelo, e perché Martin Lutero considerava questa distinzione così essenziale per la fede cristiana?
In questa puntata di Ad Fontes, Michael Brown, Vincenzo Coluccia e Gavino Fioretti proseguono il loro viaggio nella vita e nel pensiero di Lutero, soffermandosi su uno dei temi centrali della sua teologia: la Legge ci mostra ciò che Dio richiede e rivela il nostro peccato; il Vangelo ci annuncia ciò che Dio ha compiuto per noi in Gesù Cristo.
Parleremo della Lettera ai Galati, della giustificazione per sola fede, del posto delle buone opere nella vita cristiana e della consolazione che il Vangelo offre alla coscienza accusata. Perché la risposta alla domanda «Ho fatto abbastanza?» non si trova nei nostri meriti o nelle nostre opere, ma nella buona notizia che Cristo ha fatto abbastanza.
Ep.79: Lutero e la Dieta di Worms: Qui sto
Nel 1521 Martin Lutero si presenta davanti all’imperatore Carlo V alla Dieta di Worms. Gli viene posta una domanda semplice e terribile: ritratterai ciò che hai scritto?
Dietro quella domanda, però, si nascondeva una questione molto più grande: qual è l’autorità suprema per la fede e la coscienza del cristiano? La Chiesa? Il papa? I concili? Oppure la Parola di Dio?
In questo episodio di Ad Fontes ripercorriamo gli eventi che portarono Lutero a Worms, soffermandoci anche sui suoi grandi scritti del 1520 e sul rapido sviluppo della sua teologia. Vedremo perché Lutero rifiutò di ritrattare se non fosse stato convinto «dalla testimonianza delle Scritture o da evidenti ragioni» e perché la sua posizione davanti all’imperatore divenne uno dei momenti simbolici della Riforma protestante.
Ma la Dieta di Worms non è soltanto storia. Ci pone ancora oggi davanti a una domanda fondamentale: A che cosa è vincolata la nostra coscienza?
Una conversazione sulla Scrittura, l’autorità della Chiesa, la libertà della coscienza e il coraggio di rimanere fedeli alla Parola di Dio.
Ep.78: Le 95 Tesi: la scintilla della Riforma
31 ottobre 1517. Secondo il racconto tradizionale, un monaco agostiniano di nome Martin Lutero affigge alla porta della chiesa del castello di Wittenberg un documento contenente novantacinque proposizioni da discutere.
È una delle scene più celebri della storia della Chiesa: Lutero, martello in mano, sfida Roma e dà inizio alla Riforma protestante.
Ma la realtà è più interessante della leggenda. Il Lutero del 1517 non era ancora il grande Riformatore che conosciamo. Non voleva fondare una nuova Chiesa. Non aveva deciso di rompere con Roma. E nelle Novantacinque Tesi non troviamo ancora una formulazione matura delle grandi dottrine che in seguito avrebbero caratterizzato la Riforma.
Lutero voleva affrontare soprattutto un problema concreto: la predicazione delle indulgenze e il vero significato del ravvedimento cristiano.
Che cosa erano le indulgenze? Perché la loro vendita provocò una reazione così forte in Lutero? Che cosa intendeva quando scrisse nella prima delle sue tesi che Cristo volle che «tutta la vita dei credenti fosse un continuo ravvedimento»?
E soprattutto: come poté una disputa accademica sulle indulgenze trasformarsi nella scintilla di una delle più grandi rivoluzioni religiose e culturali della storia europea?
In questo episodio di Ad Fontes torniamo a Wittenberg nel 1517 per riflettere sulle Novantacinque Tesi nel loro contesto storico e scoprire che cosa Lutero stava realmente contestando.
Ep.77: Perché la Riforma?
La Riforma protestante non nacque dal nulla.
Quando Martin Lutero rese pubbliche le sue 95 Tesi nel 1517, l’Europa era già attraversata da profonde tensioni religiose, ecclesiastiche e culturali. Da tempo si levavano voci che chiedevano una riforma della Chiesa. Il papato attraversava gravi crisi, la corruzione del clero aveva indebolito la fiducia nelle autorità ecclesiastiche e il cristiano comune viveva all’interno di un complesso sistema di sacramenti, penitenze, indulgenze, pellegrinaggi e reliquie.
Nel frattempo, qualcosa stava cambiando. Il Rinascimento e l’umanesimo incoraggiavano un ritorno alle fonti — ad fontes. Studiosi e teologi tornavano a leggere la Bibbia in greco e in ebraico e riscoprivano gli scritti dei Padri della Chiesa. La stampa permetteva alle nuove idee di attraversare l’Europa con una rapidità senza precedenti. E figure come John Wycliffe e Jan Hus avevano già sollevato domande che non sarebbero più scomparse.
Perché fu necessaria la Riforma? E che cosa rese possibile proprio in quel momento storico un cambiamento così profondo?
In questo episodio di Ad Fontes torniamo al mondo che precedette Lutero per comprendere il retroterra religioso, storico e culturale della Riforma protestante.
Ma soprattutto scopriremo che, al cuore della Riforma, non troviamo semplicemente una protesta contro la corruzione della Chiesa o un grande cambiamento culturale.
Troviamo una riscoperta del Vangelo.
Una riscoperta della buona notizia che il peccatore non viene riconciliato con Dio mediante i propri meriti, le proprie penitenze o le opere della Chiesa, ma per sola grazia, mediante la sola fede, in Cristo soltanto.
Perché la Chiesa ha continuamente bisogno di tornare alle fonti.
Alla Scrittura. Al Vangelo. A Cristo.
Ad Fontes — Episodio 77: Perché la Riforma? Il retroterra della Riforma.
Posso essere cristiano e omosessuale?
Posso essere cristiano e omosessuale?
È una delle domande più discusse e controverse del nostro tempo. Ma la risposta non può essere determinata dalla cultura, dall'opinione pubblica o dalle nostre esperienze personali. Deve venire dalla Parola di Dio.
In questo episodio di Ad Fontes affrontiamo questo tema con chiarezza, compassione e fedeltà alle Scritture.
La domanda fondamentale non è: "Posso essere gay ed essere cristiano?" La vera domanda è: "Posso appartenere a Cristo e rifiutarmi di ravvedermi di ciò che Egli chiama peccato?"
Il Vangelo non ci chiama semplicemente a mettere la fiducia in Gesù come Salvatore, ma a seguirlo come Signore. Tutti i cristiani, senza eccezione, sono chiamati a combattere il peccato, a prendere la propria croce e a camminare nella santità. Nessuno è escluso da questa chiamata, e nessun peccato è al di fuori della potenza redentrice della grazia di Dio.
Cristo non ci ama perché siamo giusti. Ci ama mentre siamo peccatori. Ma ci ama troppo per lasciarci come siamo.
🎥 Guarda l'episodio completo e scopri cosa insegna realmente la Bibbia su questo tema così importante.
👉 Se questo episodio ti è stato utile, condividilo con altri.
#AdFontes #Vangelo #GesùCristo #Bibbia #Cristianesimo #Discepolato #Santità #Ravvedimento #TeologiaRiformata #FedeCristiana #Verità #Grazia #Chiesa #Apologetica #VitaCristiana
Ep.75: Purezza sessuale nel mondo moderno: Cosa insegna la Bibbia?
Nell'episodio di oggi affrontiamo una domanda che molti cristiani si pongono:
Come possiamo vivere la purezza sessuale nel mondo moderno?
È lecito convivere prima del matrimonio? Che cosa insegna la Bibbia riguardo ai rapporti sessuali prima delle nozze? E come dovremmo affrontare il tema della pornografia, così diffusa nella nostra cultura?
Sono domande importanti, delicate e profondamente attuali. In questo episodio desideriamo affrontarle con chiarezza, con fedeltà alle Sacre Scritture e con uno spirito pastorale, ricordando che la verità di Dio non è mai separata dalla sua grazia.
Il Vangelo non si limita a indicarci ciò che è giusto e ciò che è sbagliato: ci mostra anche la speranza, il perdono e la potenza trasformatrice che si trovano in Gesù Cristo.
Buon ascolto!
Ep.74: Che cos’è l’adozione?
Che cosa significa essere adottati da Dio?
Molti cristiani comprendono l'importanza del perdono dei peccati e della giustificazione per fede. Ma il Vangelo ci offre qualcosa di ancora più sorprendente: Dio non si limita a dichiararci giusti; ci accoglie nella sua famiglia come suoi figli.
In questo episodio di Ad Fontes, Michael Brown, Vincenzo Coluccia e Gavino Fioretti esplorano la meravigliosa dottrina dell'adozione. Partendo dal Catechismo Minore di Westminster e da numerosi testi biblici, discutono come l'adozione si distingua dalla giustificazione, perché rappresenti uno dei privilegi più grandi della salvezza e quale impatto abbia sulla nostra vita quotidiana.
Cosa significa poter chiamare Dio "Padre"? In che modo l'opera di Cristo ci ha aperto l'accesso alla famiglia di Dio? E come dovrebbe cambiare il nostro modo di vivere il sapere che siamo figli amati ed eredi di Dio?
Un episodio ricco di conforto, speranza e applicazioni pratiche, che ci ricorda una verità straordinaria: per coloro che appartengono a Cristo, il Dio santo e giusto è anche un Padre amorevole.
"Vedete quale amore ci ha manifestato il Padre, dandoci di essere chiamati figli di Dio!" (1 Giovanni 3:1)
Ep.73: I miracoli sono per oggi?
Dio compie ancora miracoli oggi?
I doni miracolosi sono continuati nella vita della Chiesa?
E che cosa intende realmente la Bibbia quando parla di “miracoli”?
In questa puntata di Ad Fontes affrontiamo una delle questioni più discusse e controverse del cristianesimo contemporaneo. Partendo dalla Scrittura, riflettiamo sul significato dei miracoli nella storia della redenzione, sul loro rapporto con l’autorità apostolica e sul motivo per cui Gesù compì segni e prodigi durante il suo ministero terreno.
Vedremo che i miracoli nella Bibbia non erano semplicemente eventi spettacolari destinati a stupire le folle. Erano segni che rivelavano la gloria di Cristo, confermavano la verità del Vangelo e anticipavano la venuta del Regno di Dio.
Parleremo anche della differenza tra l’opera continua e soprannaturale di Dio nella vita del suo popolo e i miracoli straordinari che accompagnarono Cristo e gli Apostoli.
Ma soprattutto, questa puntata ci ricorderà che il centro della fede cristiana non sono le esperienze sensazionali, bensì Cristo crocifisso e risorto.
Perché il più grande miracolo non è semplicemente una guarigione fisica, ma un peccatore morto nei suoi peccati che viene reso vivo mediante il Vangelo.
🎧 Disponibile ora su YouTube, Spotify e Apple Podcasts.
Ep.72: Il frutto dello Spirito
Viviamo in un tempo ossessionato dal potere, dall’esperienza e dal sensazionale. Ma nella Scrittura il più grande segno della maturità spirituale non è qualcosa di spettacolare. È il frutto dello Spirito.
In questa puntata di Ad Fontes riflettiamo insieme su Galati 5 e sulla differenza fondamentale tra le opere della carne e il frutto prodotto dallo Spirito Santo nella vita del credente.
Che cosa significa veramente “camminare secondo lo Spirito”?
Perché il cristianesimo non riguarda semplicemente il miglioramento morale?
E in che modo il Vangelo produce amore, gioia, pace, pazienza, mansuetudine e autocontrollo nel popolo di Dio?
Vedremo che il frutto dello Spirito non nasce dallo sforzo umano, ma dall’unione con Cristo, il vero uomo giusto e fruttifero. Lo Spirito Santo ci conforma progressivamente all’immagine del Figlio, producendo in noi i segni della nuova creazione.
Il mondo cerca persone di successo. Dio cerca un popolo santo.
Ep.71: I doni dello Spirito
Cosa sono i doni dello Spirito Santo? Esistono ancora oggi? Qual è il loro vero scopo nella vita della Chiesa?
In questa puntata di Ad Fontes riflettiamo insieme sull’insegnamento biblico riguardante i doni spirituali, specialmente alla luce di 1 Corinzi 12–14. Parliamo di lingue, profezia e come dobbiamo servire il corpo di Cristo.
Vedremo anche come Paolo corregge gli abusi della chiesa di Corinto, ricordandoci che il vero centro della vita cristiana non è l’esperienza spettacolare, ma l’amore, l’ordine e l’edificazione del corpo di Cristo.
Lo Spirito Santo distribuisce diversi doni al popolo di Dio, non per esaltare gli individui, ma per glorificare Cristo e rafforzare la sua Chiesa.
Ep.70: Cosa significa la Pentecoste?
Cosa significa davvero la Pentecoste?
Spesso pensiamo a questo evento come a qualcosa di straordinario—vento, fuoco, lingue. Ma cosa sta realmente accadendo? È qualcosa da imitare oggi, oppure è un momento unico nella storia della redenzione?
In questo episodio di Ad Fontes, torniamo alla Scrittura per comprendere il significato biblico della Pentecoste. Scopriremo che essa non è qualcosa da ripetere, ma un evento unico che segna l’inizio della nuova creazione e l’era finale della storia della redenzione.
E soprattutto, capiremo questo: lo Spirito Santo non è dato per esperienze spirituali vaghe, ma per rendere la chiesa una testimonianza vivente della Persona e dell’Opera di Cristo.
Ep.69: La persona e l’opera dello Spirito Santo
Chi è lo Spirito Santo? È una forza impersonale… o una Persona divina? E cosa fa oggi nella vita del credente e nella chiesa?
In questo episodio di Ad Fontes, esploriamo la dottrina biblica dello Spirito Santo, mostrando che Egli non è un’energia vaga o un semplice “potere spirituale”, ma la terza Persona della Trinità, vero Dio insieme al Padre e al Figlio. Partendo dalle Scritture, vediamo come lo Spirito sia attivo fin dalla creazione, operi nella storia della redenzione e sia essenziale per comprendere l’opera di Cristo.
Approfondiamo poi il suo ruolo nella salvezza: è lo Spirito che rigenera, che apre i nostri occhi al Vangelo, che ci unisce a Cristo e che dimora in noi come sigillo e garanzia della nostra eredità. Senza lo Spirito, non c’è fede, non c’è nuova vita, non c’è crescita cristiana.
Infine, riflettiamo sulla sua opera continua nella vita del credente: lo Spirito ci santifica, produce in noi il suo frutto e ci guida nella verità attraverso la Parola. In un tempo in cui spesso si fraintende o si riduce il suo ministero, torniamo alle fonti per riscoprire la bellezza, la profondità e la centralità dello Spirito Santo nella vita cristiana.
Lo Spirito non punta a sé stesso, ma glorifica Cristo — e conduce anche noi a vivere in Lui, per la gloria di Dio.
Ep.68: Il triplice ufficio di Cristo: Profeta, Sacerdote e Re
Chi è Gesù Cristo… e che cosa ha fatto davvero per noi?
In questo episodio di Ad Fontes, esploriamo una delle dottrine più ricche e dimenticate della fede cristiana: il triplice ufficio di Cristo — Profeta, Sacerdote e Re.
Alla luce della Scrittura e della tradizione riformata, vediamo come Gesù non è venuto semplicemente a insegnare o a dare un esempio morale, ma a compiere un’opera completa e perfetta per la nostra salvezza.
👉 Come Profeta, Cristo ci rivela pienamente la volontà di Dio. Egli non parla solo da parte di Dio — Egli è la Parola fatta carne, che illumina le nostre menti e ci conduce alla verità.
👉 Come Sacerdote, Cristo offre se stesso come sacrificio per i nostri peccati e continua a intercedere per noi. In Lui troviamo non solo perdono, ma anche accesso libero e sicuro alla presenza del Padre.
👉 Come Re, Cristo regna su tutte le cose, sottomettendo i suoi e i nostri nemici e governando il suo popolo con grazia e verità.
In un mondo pieno di confusione e incertezza, questa verità ci dà una grande sicurezza:
👉 abbiamo un Salvatore che ci insegna, ci redime e ci governa.
Un episodio che ci riporta al cuore del Vangelo — e alla gloria di Cristo, nostro Profeta, Sacerdote e Re.
Ep.67: Chi è veramente Gesù Cristo?
Chi è veramente Gesù Cristo?
In questo episodio di Ad Fontes, iniziamo la porzione della teologia sistematica sulla cristologia, affrontando una delle domande più fondamentali della fede cristiana: la Persona di Cristo.
Insieme a Vincenzo e Gavino, esploriamo cosa significa confessare che Gesù è vero Dio e vero uomo — non metà Dio e metà uomo, ma una sola Persona in due nature, senza confusione, senza mutamento, senza divisione e senza separazione.
Partendo dalla Scrittura e guidati dalla riflessione della Chiesa antica, consideriamo perché questa verità non è un dettaglio teologico, ma il cuore stesso del Vangelo. Solo se Cristo è pienamente Dio può salvarci; solo se è pienamente uomo può rappresentarci.
In un tempo in cui Gesù viene spesso ridotto a maestro morale o figura ispiratrice, riscopriamo la gloria della sua identità: il Figlio eterno di Dio fatto carne per la nostra salvezza.
Una conversazione profonda, ma accessibile, per tornare alle sorgenti della fede e contemplare la bellezza di Cristo.
Ep.66: Cosa significa la croce?
In questo episodio speciale per il Venerdì Santo, riflettiamo su una delle domande più importanti della fede cristiana: cosa significa la croce di Gesù Cristo?
La croce è ovunque intorno a noi—nelle chiese, nei gioielli, nella cultura. Ma nel mondo antico era uno strumento di morte, vergogna e giudizio. Eppure, proprio lì, nel luogo della condanna, Dio ha compiuto la nostra salvezza.
In questa conversazione, esploriamo il significato profondo della croce alla luce della Scrittura:
👉 la gravità del peccato
👉 la giustizia di Dio
👉 e l’amore straordinario manifestato in Cristo
Scopriamo come Gesù non sia morto semplicemente come esempio, ma come nostro sostituto, portando il giudizio che noi meritavamo e riconciliandoci con Dio.
Come dice l’apostolo Paolo: «Cristo ci ha riscattati dalla maledizione della legge, essendo divenuto maledizione per noi» (Galati 3:13).
La croce non è solo un simbolo. È il cuore del Vangelo.
Ascolta questo episodio e riscopri la profondità, la bellezza e la potenza della croce di Cristo.
Episodio 65: L’Imago Dei
Che cosa significa davvero essere umani?
In questo episodio di Ad Fontes, Michael Brown, Gavino Fioretti e Vincenzo Coluccia riflettono su una delle dottrine più fondamentali — e spesso fraintese — della fede cristiana: l’Imago Dei, il fatto che l’uomo è stato creato a immagine e somiglianza di Dio.
In un mondo che ridefinisce continuamente identità, valore e dignità, torniamo alle fonti per riscoprire ciò che la Scrittura insegna: l’uomo non è il prodotto del caso, né il risultato di un’autodefinizione autonoma, ma una creatura voluta, conosciuta e formata da Dio stesso.
Cosa significa portare l’immagine di Dio? È qualcosa che abbiamo perso con il peccato, o qualcosa che rimane? E in che modo Cristo — la perfetta immagine di Dio (Colossesi 1:15) — restaura ciò che è stato corrotto?
Durante la conversazione, esploriamo le implicazioni dell’Imago Dei per la nostra visione di noi stessi, degli altri e della società: dalla dignità della vita umana alla vocazione dell’uomo nel mondo, fino alla nostra redenzione in Cristo.
Un episodio profondo e attuale, che ci richiama a vedere noi stessi e il prossimo non secondo le categorie mutevoli della cultura, ma alla luce della verità immutabile di Dio.
Ad Fontes: torniamo alle fonti, per riscoprire la verità che dà forma alla nostra vita.
Ep.64: La creazione
In questa puntata di Ad Fontes, riflettiamo sul racconto della creazione in Genesi, affrontando una domanda fondamentale: che tipo di testo è davvero Genesi 1–2?
Troppo spesso, il dibattito sulla creazione viene ridotto a una questione scientifica, come se la Bibbia volesse rispondere alle stesse domande della scienza moderna. Ma questo non è il suo scopo.
La Genesi non è un manuale scientifico. È rivelazione divina.
In queste pagine, Dio non ci offre una spiegazione tecnica dei processi naturali, ma ci rivela qualcosa di molto più profondo e fondamentale: chi è il Creatore, chi siamo noi, e perché il mondo esiste.
Scopriamo insieme come il racconto della creazione proclama la verità, la bontà e la bellezza di Dio, e come ogni cosa trova il suo significato in Lui. La creazione non è il risultato del caso o della necessità, ma l’opera intenzionale di un Dio buono e sapiente.
Un episodio che ci invita a guardare oltre le polemiche e a riscoprire la meraviglia di un mondo creato da Dio — e per la sua gloria.
Ep.63: La provvidenza di Dio
In questo episodio di Ad Fontes parliamo della provvidenza di Dio: la grande verità biblica che Dio non solo ha creato il mondo, ma continua a sostenerlo, governarlo e guidarlo secondo il suo perfetto piano.
Cosa significa dire che Dio governa tutte le cose? Come dobbiamo comprendere eventi difficili, sofferenza o apparente caos nel mondo? E in che modo la dottrina della provvidenza diventa una fonte di consolazione e fiducia per il cristiano?
Partendo dalla Scrittura e dalla tradizione teologica riformata, riflettiamo su come Dio opera attraverso le cause ordinarie della vita, senza mai perdere il controllo della storia. Vedremo anche perché questa dottrina non porta al fatalismo, ma piuttosto alla fiducia, alla gratitudine e alla perseveranza nella fede.
In un mondo spesso segnato dall’incertezza, la provvidenza di Dio ci ricorda che nulla accade per caso e che il nostro Padre celeste sta conducendo tutte le cose verso il compimento del suo buon proposito in Cristo.
“Ad Fontes” significa tornare alle fonti della fede cristiana: la Scrittura, la teologia storica e la sapienza della Chiesa.
Ep.62: La volontà di Dio
Come possiamo conoscere la volontà di Dio per la nostra vita? Dio ha un piano segreto che dobbiamo scoprire per prendere le decisioni giuste? Oppure la Scrittura ci invita a comprendere la volontà di Dio in un modo diverso?
In questo episodio di Ad Fontes, riflettiamo su una domanda che ogni cristiano si è posto almeno una volta: come discernere la volontà di Dio. Partendo dalla testimonianza della Scrittura e dalla tradizione riformata, esploriamo la distinzione classica tra la volontà decretiva di Dio (il suo piano sovrano che governa ogni cosa) e la volontà rivelata di Dio (la sua volontà morale che ci è stata data nella sua Parola).
Parliamo anche di alcune idee molto diffuse nel mondo evangelico contemporaneo—come l’idea di dover trovare la “perfetta volontà individuale” di Dio per ogni scelta della vita—e valutiamo queste prospettive alla luce della Bibbia.
Infine, consideriamo come la libertà cristiana, la sapienza biblica e la fiducia nella provvidenza di Dio possano guidarci nelle decisioni quotidiane.
Se ti sei mai chiesto:
Come prendere decisioni importanti davanti a Dio
Se esiste “un’unica scelta giusta” che dobbiamo scoprire
Come la sovranità di Dio e la responsabilità umana lavorano insieme
questo episodio è per te.
Ad Fontes – Tornare alle fonti della fede cristiana: la Scrittura, la teologia storica e la sapienza della Chiesa.
Ep.61: Gli attributi di Dio
Comprendere com’è Dio è di vitale importanza. Se non conosciamo il vero Dio, finiremo inevitabilmente per costruirne uno a nostra immagine—più gestibile, più conforme ai nostri desideri, alle nostre paure o alla cultura del momento.
In questo episodio di Ad Fontes, i pastori Mike, Gavino e Vincenzo riflettono sugli attributi di Dio: la sua santità, eternità, immutabilità, giustizia, amore e sovranità. Perché la teologia propria non è un esercizio accademico, ma il fondamento dell’adorazione, della fiducia e della vita cristiana.
Tornare “alle fonti” significa tornare al Dio vivente, così come si è rivelato nella Scrittura.